Pasta patate e provola: mai unione fra due amidi fu più “azzeccata”.

Nel vortice della rottamazione tanto in voga negli ultimi anni pure la cucina della nonna rischia di essere messa all’indice e cancellata con un colpo di spugna.

Fortunatamente però le nostre tavole sono profondamente diverse da quelle “imbandite” in stile minimal dei numerosi cooking show che affollano l’etere. Nell’annosa battaglia fra forma e sostanza l’attuale l’ossessione per l’impiattamento sembra far prevalere però la prima sulla seconda, ma siamo certi che la nonna rimetterà tutti in riga a costo di dover brandire il mattarello con aria minacciosa.

Come se non bastasse, poi, i guru dei fornelli a induzione ci impongono alcune regole inderogabili da applicare nella preparazione di un piatto. Se nello stesso infatti non si uniscono acidità, croccantezza, un pizzico di malizia e ampio parcheggio è meglio evitare di farsi venire l’idea di cucinare.

Inoltre c’è il dogma per la cui contravvenzione Cracco potrebbe tirarti appresso una delle sue pizze e ferirti mortalmente: MAI MISCHIARE DUE AMIDI.

Ora, va bene che la cucina è chimica, però qualche deroga al rigore scientifico possiamo pure concedercela, in fondo non stiamo mica parlando di mangiare una pizza salsiccia e friarelli sorseggiando cappuccino!

Tra l’altro se ci irrigidissimo su questa presa di posizione non dovremmo più mangiare due piatti memorabili della tradizione barese e napoletana come patate riso e cozze e pasta patate e provola.

Il secondo di questi due piatti è uno di quelli a cui non essendo campano mi sono avvicinato relativamente tardi. Ma è stato subito grande amore.

Ecco a voi la ricetta, partorita attraverso un serrato giro di consultazioni con i miei parenti acquisiti campani.

Prendete una pentola piuttosto profonda (io uso quella di terracotta) e soffriggete in un po’ d’olio extravergine d’oliva la cipolla, il sedano e e l’aglio (personalmente lo metto intero e poi lo tolgo). Aggiungete le patate a tocchetti e il guanciale a listarelle. Le patate devono essere di media dimensione per fare in modo che non si sfaldino troppo presto.

Fate cuocere per qualche minuto aggiungendo un po’ di sale, aggiungete le foglie di basilico e dopo un po’ l’acqua per la cottura della pasta.

Potreste scaldarne un po’ a parte ed aggiungerla di volta in volta, come se doveste fare un risotto. Una volta portata ad ebollizione buttate la pasta mista corta e fatela cuocere parecchio al dente. A questo punto spegnete il fuoco ed aggiungete la provola tagliata a tocchetti, mescolando vigorosamente fino a che sarà sciolta.

Condite con una spolverata di pepe e, a vostro piacimento, una manciata di parmigiano.

Sedetevi a tavola, pensate intensamente agli amidi che si sono uniti nell’estasi dell’amore e gustate un piatto che vi avvicinerà al Paradiso. Almeno fino a quando non comincerà la digestione.

Vino: potete accostarci un Aglianico del Beneventano, un Cesanese del Piglio o un Susumaniello del Salento.

Ingredienti per 4 persone:

400 g di pasta mista corta
1 kg g di patate
Olio
2
50 g di provola affumicata
100 g di
guanciale
basilico
sedano
cipolla
aglio
parmigiano reggiano
pepe
sale

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