Mayday mayday: il vostro segreto per una pizza soffice e croccante?

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Da un paio d’anni il giovedì sera è diventato per me e mia moglie un momento di relax e di “coccole”.

Per amore mi sono fatto tirare nel vortice perverso della visione di programmi di cui non mi è mai interessato granché. Sto parlando di X Factor e MasterChef.

Benché i due format abbiano come argomenti due delle mie grandi passioni, cioè la musica e la cucina, non mi ci sono avvicinato – devo confessarlo – anche un po’ per snobismo e integralismo. E si, ho dei pregi anch’io.

Con altrettanta onestà intellettuale devo ammettere che anche dopo essermici approcciato non ho cambiato opinione. Questo perché musica e cucina hanno in X Factor e MasterChef la centralità che aveva Fassina (“Fassina chi?”) nel PD. I veri temi dello show sono lo show stesso e le dinamiche che si creano fra concorrenti e giudici, meglio ancora se conflittuali.

Nel caso del programma condotto dal bravo Cattelan a tirarmi per la giacca oltre a mia moglie ci ha pensato Manuel Agnelli, mio mito musicale italiano indiscusso per almeno un lustro della mia vita. Le sue doti di fine intellettuale, conoscitore bulimico di musica e sorprendentemente, grande comunicatore, hanno poi impedito che mi allontanassi dalla visione della trasmissione dopo le prime puntate.

Per MasterChef il discorso è diverso. C’entra più il dovere coniugale, perché da appassionato di cucina mi piacerebbe ogni tanto vedere realizzata qualche ricetta senza dovermi accontentare dei pur simpatici scappellotti di Canavacciuolo o evitando di dover sopportare la boria di Bastianich.

Comunque – divagazioni a parte – questa serata di “coccole” trova per quanto mi riguarda la sua vera realizzazione nella degustazione della pizza.

A parte alcuni sporadici casi in cui le circostanze ci hanno costretti a ricorrere alle consegne a domicilio (sigh!), generalmente sono io cimentarmi con la preparazione dell’impasto.

Negli ultimi tempi ho cercato di concedergli lunghe lievitazioni (48-72 ore) – anche parzialmente a freddo – e di stendere infine la pizza a mano. Per il condimento utilizzo ingredienti selezionati come bufala DOP di Battipaglia, passata di pomodoro e olio extravergine d’oliva biologici di produzione di un mio caro amico.

Purtroppo, non avendo per ora la possibilità di “coltivare” il lievito madre, mi affido al lievito di birra che cerco di usare con parsimonia per fare in modo che la pizza sia leggera e digeribile. Inoltre eseguo la cottura della pizza nel fornetto Ferrari G3 che raggiunge i 400 gradi di temperatura, per simulare il più possibile la cottura in un forno professionale.

Ora – partendo dal presupposto che ritengo di essere arrivato ad un livello piuttosto soddisfacente – mi piacerebbe ricevere qualche consiglio riguardo l’unico dettaglio che continua a non convincermi del tutto.

Mi piacerebbe che la pasta fosse più soffice, ma nonostante svariati esperimenti quasi sempre non riesco ad ottenere questo risultato. Qualcuno di voi può venire in mio soccorso?

Ai primi cinque in omaggio un mazzo di basilico appassito.

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